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La leggenda
Il nome Aponos significa “che toglie il dolore”.
La leggenda racconta che le acque di Abano sarebbero diventate calde quando vi sprofondò Fetonte, figlio del Sole, che era stato fulminato da Giove per avere mal condotto il cocchio con suo padre a bordo.
Secondo la tradizione romana, le acque furono dedicate ad una divinità femminile, probabilmente ad una dea sanante, signora della natura, dea che determina lo scorrere della vita. Retia è il nome principale tramandatoci dalle iscrizioni.
La storia
Abano Terme costituisce
il complesso termale più grande e più antico d’Europa.
Scavi archeologici dimostrano che la zona fu abitata da popolazioni paleovenete.
Periodo di grande splendore fu per Abano l’età imperiale.
La diffusione del cristianesimo causò la decadenza delle terme aponensi, in quanto le virtù curative delle acque erano legate al culto degli dei.
Dobbiamo attendere il predominio della Repubblica di Venezia per la riapertura degli stabilimenti termali.
Le Terme di Abano erano allora una
moda e un ritrovo di poeti ed artisti.
Francesco Petrarca conobbe
e si innamorò del borgo che oggi porta il
suo nome, Arquà Petrarca, durante un suo
soggiorno curativo ad Abano Terme.
Un secondo periodo aureo fu la seconda metà del ‘700 e l’800: Abano divenne allora una moda per la migliore società del tempo che veniva a “passare le acque”. Le guerre mondiali non la risparmiarono.
Oggi Abano è tornata ai fasti del passato.
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